Comune di Bologna
Semplificazione Amministrativa e Cura delle Relazioni con la Cittadinanza
 
DELIBERAZIONE
 
APPROVAZIONE DI MODIFICA ALL'ACCORDO DI AMBITO METROPOLITANO PER LA REALIZZAZIONE DI ATTIVITA' ED INTERVENTI DI ACCOGLIENZA, ASCOLTO ED OSPITALITA' PER DONNE MALTRATTATE O CHE HANNO SUBITO VIOLENZA 2025-2027
N. Proposta DC/PRO/2026/25
N. Repertorio DC/2026/25
PG.N. 212322/2026
In pubblicazione dal 25/03/2026 al 08/04/2026
 


La Giunta propone al Consiglio la seguente deliberazione:
IL CONSIGLIO COMUNALE

Visti:
    • la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica - Convenzione di Istanbul, ratificata con legge n. 77 del 2013 ed entrata in vigore il 1° agosto 2014:
    • l’Agenda 2030 dell’ONU, in particolare il goal 5, dedica il target 5.2 all’eliminazione di ogni forma di violenza e discriminazione sulle donne;
    • la Strategia per la parità di genere 2020-2025 dell’Unione europea e, al suo interno, il Piano d'azione dell'Unione europea sulla parità di genere (EU Gender Action Plan - GAP III);
    • la direttiva (UE) 2024/1385 sulla Lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica, che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 14.6.2027 che prevede che: “ l'assistenza specialistica potrebbe essere disposta da autorità pubbliche, organizzazioni di sostegno alle vittime o altre organizzazioni non governative, tenendo conto della geografia e della composizione demografica degli Stati membri. Tali autorità o organizzazioni dovrebbero disporre di risorse umane e finanziarie sufficienti. Se a fornire i servizi sono organizzazioni non governative, gli Stati membri dovrebbero garantire che esse ricevano finanziamenti adeguati”;
    • la legge 19 luglio 2019, n.69 "Disposizioni in tema di violenza domestica e di genere" (c.d. Codice rosso) e la legge 24 novembre 2023 n.168 "Disposizioni per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica" (c.d. Riforma Roccella);
    • l’introduzione del “Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza”, istituito dall’articolo 105-bis del D.L. n. 34 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 77 del 2020;
    • il “Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2021-2023”, approvato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri il 17 novembre 2021;
    • La Legge nazionale n. 56 del 7 aprile 2014, “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”, che attribuisce alla Città metropolitana la funzione di “promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale”.
    • La Legge Regionale n. 6/2014 “Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere” e ss.mm.ii;

Visti inoltre:
    • L’Intesa della Conferenza Unificata Stato Regioni "Intesa relativa ai requisiti minimi dei Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio, prevista dall’art. 3 c. 4 del D.P. C.M. del 24 luglio 2014" sottoscritta il 27 novembre 2014;
    • L’Intesa, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e gli Enti locali di modifica dell’Intesa Rep. Atti n.146/CU del 14 settembre 2022, relativa ai requisiti minimi dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio;
    • il secondo “Piano regionale triennale contro la violenza di genere” approvato con con Deliberazione dell’Assemblea Legislativa n. 54 del 13 ottobre 2021 (ai sensi dell’art. 17 della L.R. 6/2014);
    • le “Schede Attuative del Piano della Regione Emilia-Romagna contro la violenza di genere”, approvate con Deliberazione di Giunta regionale n.1785/2022, che specificano e declinano le azioni da porre in essere per ciascuna area di intervento, individuando precisi indicatori di attuazione.
Premesso che:

- secondo la definizione adottata dalla succitata Convenzione di Istanbul, la violenza contro le donne, è “una violazione dei diritti umani ed una forma di discriminazione contro le donne comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica, che nella vita privata”;

- la medesima Convenzione di Istanbul (Articolo 9 – Organizzazioni non governative e società civile), riconosce, incoraggia e sostiene a tutti i livelli il lavoro delle ONG pertinenti e delle associazioni della società civile attive nella lotta alla violenza contro le donne, e instaura un’efficace cooperazione con tali organizzazioni;

- la medesima Convenzione (art. 7 – Politiche globali e coordinate), prevede che le Parti adottino le misure legislative necessarie per predisporre e attuare politiche nazionali efficaci, globali e coordinate, e che si accertino che le politiche di cui sopra pongano i diritti della vittima al centro di tutte le misure e siano attuate attraverso una collaborazione efficace tra tutti gli enti, le istituzioni e le organizzazioni pertinenti;

- il Rapporto 2020 di GREVIO (Gruppo di esperti indipendenti del Consiglio d’Europa incaricato di monitorare l’attuazione della Convenzione del Consiglio di Istanbul), esorta vivamente le autorità italiane a “migliorare il coordinamento tra le strutture governative nazionali e decentralizzate e potenziare la capacità del Dipartimento per le Pari Opportunità di garantire l’applicazione uniforme delle politiche e delle misure a livello regionale e locale, ad esempio consentendo all’organismo di coordinamento nazionale di essere rappresentato nell'ambito dei meccanismi di coordinamento locale”, al fine di garantire la definizione di politiche continuative e l’effettivo monitoraggio dell’attuazione delle misure adottate per prevenire e combattere la violenza contro le donne;

Premesso inoltre che:

- la Regione Emilia Romagna, con la succitata legge regionale del 27 giugno 2014, n. 6, ha stabilito (Art. 14 Centri antiviolenza), che “nel rispetto dei parametri raccomandati dal Consiglio d'Europa, la Regione favorisce, nell'ambito della programmazione territoriale del sistema locale dei servizi sociali a rete organizzato dagli enti locali, la presenza uniforme sul territorio regionale dei centri antiviolenza e collabora con gli enti locali affinché ne promuovano il radicamento sul territorio per offrire un'assistenza adeguata alle persone offese secondo requisiti di accessibilità, presa in carico, sicurezza e riservatezza” e che “le case e i centri antiviolenza sono parte integrante del sistema locale dei servizi alla persona e costituiscono un riferimento essenziale per le politiche di prevenzione della violenza sulle donne”;

- la Regione Emilia Romagna, con il Piano Regionale contro la violenza di genere del 2016 ha affidato alla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana di Bologna (CTSSM), la programmazione delle azioni di prevenzione, protezione e contrasto alla violenza di genere in collaborazione con i soggetti del territorio;

- la Regione Emilia Romagna, con la DGR n. 586 del 23 aprile 2018, ha istituito l’Elenco regionale dei Centri anti violenza e loro dotazioni in attuazione del “Piano Regionale contro la violenza di genere”, prevedendo che l’iscrizione a tale Elenco è condizione necessaria per accedere in maniera diretta o indiretta all’assegnazione dei contributi regionali e ai contributi statali da essa trasferiti;

- la Regione Emilia Romagna, sulla base di tale Elenco, ha istituito, nell’anno 2019, il Sistema Informativo Regionale Unico, che permette il censimento delle strutture attive e la realizzazione delle indagini sull’attività e le dotazioni declinate a livello regionale e congruenti con le rilevazioni nazionali;

- sulla base di tale Elenco, i Centri Antiviolenza con sede e attività sul territorio metropolitano sono gestiti dalle associazioni: Casa delle Donne per non subire violenza APS Bologna, CHIAMA chiAMA - Associazione MondoDonna, Centro Antiviolenza U.D.I., SOS Donna Bologna, PerLeDonne Imola, Associazione Trama di Terre Imola;

- la Regione Emilia-Romagna, con la Delibera di Giunta n. 23859 del 13 novembre 2023, ha aggiornato il succitato elenco, confermando la presenza dei suddetti Centri antiviolenza;

- il Comune di Bologna con Delibera di Giunta PG n. 723368/2024 del 15/10/2024 avente ad oggetto il Rinnovo del Protocollo di intesa per il miglioramento della protezione delle donne che hanno subito violenza, ha approvato il testo del nuovo Protocollo di intesa istituzionale per il miglioramento della protezione delle donne che hanno subito violenza con il quale si è impegnato a: “sostenere e promuovere il lavoro delle associazioni impegnate sul territorio comunale negli interventi di accoglienza, ospitalità, consulenza, ascolto e sostegno alle donne che hanno subito violenza”: a tale protocollo aderiscono attualmente 24 altri soggetti istituzionali e del terzo settore;

Considerato che:

- il Comune di Bologna, con deliberazione della Giunta Comunale P.G. 302650/2015, Prog. 238/2015 ha approvato lo schema di Accordo di ambito metropolitano per la realizzazione di attività ed interventi di accoglienza, ascolto ed ospitalità per donne che hanno subito violenza, accordo sottoscritto dal Sindaco il 16 dicembre 2015 insieme a Città Metropolitana di Bologna, Unioni di Comuni, Comuni, Distretti socio sanitari del territorio della città metropolitana e dalle sei associazioni inserite nella mappatura del numero verde antiviolenza 1522, poi inserite nel succitato Elenco regionale;

- tale Accordo prevedeva la creazione di un sistema di accoglienza e di ospitalità per donne maltrattate o che hanno subito violenza, articolato su tre livelli di intervento: la consulenza, l’ascolto e il sostegno, l’ospitalità di prima e pronta accoglienza e l’ospitalità in seconda accoglienza;

- per ognuno dei tre livelli, l'Accordo definiva le caratteristiche, gli elementi minimi garantiti, gli impegni delle istituzioni e delle associazioni ed i contributi per il sostegno alle azioni messe in atto;

- tale Accordo è stato rinnovato nel 2019 con delibera di Consiglio P.G. n 549544/2019 ed integrato nel 2021 con delibera di Consiglio PG n 582382/2021, ampliando negli anni l'impegno delle istituzioni e delle associazioni firmatarie;

- il Comune di Bologna, attraverso gli uffici preposti, ha partecipato all’attuazione e al monitoraggio dell’Accordo per l’intera durata di validità, dal 2015 al 2024, collaborando altresì alla nuova stesura del testo partecipando al gruppo di lavoro coordinato dalla Città Metropolitana di Bologna;

- con delibera del Consiglio Comunale P.G. N.: 891342/2024 è stato da ultimo rinnovato l'Accordo tra Città Metropolitana di Bologna, Comune di Bologna, Comune di Imola, Nuovo Circondario Imolese, Presidenti delle Unioni dei Comuni e Comuni singoli e le Associazioni Casa delle donne per non subire violenza, Trama di Terre, Unione Donne in Italia, Mondo Donna, SOS Donna, PerLeDonne, relativo alla realizzazione di attività di ospitalità in pronta accoglienza, ospitalità in casa rifugio e consulenza, ascolto e sostegno per donne che hanno subito violenza per il triennio 2025 - 2027;

Considerato inoltre che:

- l'Accordo all’art.4 prevede gli impegni delle parti, tra i quali quello di collaborare insieme per favorire il consolidamento del sistema di accoglienza e di ospitalità e l’integrazione di servizi ed il raccordo di azioni nell’ambito dell’area vasta, per fornire risposta al fabbisogno dell’intera città metropolitana e che le parti pubbliche e private, sottoscrittrici dell’Accordo, mettano a disposizione risorse strutturali e finanziarie adeguate a gestire il sistema di accoglienza e ospitalità a donne che hanno subito violenza;

- l'art. 4.2 dispone che le Associazioni “Casa delle Donne per non subire violenza”, “Trama di Terre” e “MondoDonna”, assicurano ospitalità in pronta accoglienza; ospitalità in seconda accoglienza, anche ad alta intensità educativa, consulenza, ascolto e sostegno;

- l’Accordo prevede, all’art.5.2, che i Comuni/le Unioni dell’area metropolitana di Bologna e la Città metropolitana di Bologna eroghino un contributo economico annuale alle Associazioni che garantiscono i tre livelli di attività previsti dall’accordo stesso e che il contributo complessivo sia calcolato in proporzione alla popolazione residente in ciascun Distretto del territorio metropolitano alla data del 31/12/2023 (Elaborazione atlante statistico metropolitano), a seguito dell’aumento dei posti, da 64 complessivi a 70;

- il medesimo articolo prevede che i Distretti e la Città metropolitana eroghino il contributo ai Centri Antiviolenza che garantiscono tutti i 3 livelli, di accoglienza ed ospitalità (Casa Donne, Mondo Donna, Trama di Terre), in proporzione ai posti offerti in Pronta Accoglienza e in Casa Rifugio, anche ad alta intensità educativa;

- per il Comune di Bologna tale contributo, così come indicato alla tabella 2 dell’Accordo approvato con delibera 891342/2024, risulta pari ad euro 137.630,00 annui, così ripartito tra i Centri:
  • Casa delle Donne per non subire violenza 86.510,00 annui;
  • MondoDonna onlus 27.526,00 annui;
  • Trama di Terre 23.594,00 annui;

- l’Accordo prevede inoltre che i Comuni e le Unioni dei Comuni, sulla base dei propri bilanci, potranno mettere a disposizione contributi aggiuntivi ad integrazione delle risorse già precedentemente indicate per lo svolgimento di attività ulteriori svolte dalle associazioni che gestiscono i Centri Antiviolenza nel territorio metropolitano, in favore di donne, con e senza figli/e, minacciate o vittima di violenza fisica, sessuale, psicologica, economica.

Rilevato che:

- il lavoro di questi anni e la forte sinergia tra i soggetti coinvolti, ha permesso di favorire cura e attenzione al sistema, ed un avanzamento culturale importante, anche nei confronti dei/delle minori coinvolti/e per cui si pone grande attenzione per tutelarne la tranquillità (spesso in allerta in conseguenza ad esempio di rumori e manifestazioni emotive forti), e nelle situazioni di violenza assistita. Fondamentali risultano le azioni delle reti (tra cui Enti locali, Forze dell’Ordine, Ausl, Asp e Terzo settore) consolidate nei territori per la messa in sicurezza delle donne e dei/delle loro figli/e;

- nell’ambito del Tavolo tecnico di monitoraggio dell’Accordo, tale sinergia ha reso inoltre possibile collaborare alla programmazione, progettazione e realizzazione di attività promosse a livello metropolitano (formazione, sensibilizzazione, partecipazione ai Bandi di ambito regionale/nazionale/europeo, raccolta e analisi dati, stesura Protocolli), volte in particolare alla prevenzione del fenomeno, presa in carico, cura e accompagnamento all’autonomia abitativa e lavorativa di donne vittime di violenza;

- come previsto anche dalle Linee di mandato 2021-2026 della Città metropolitana di Bologna, dal Piano per l’Uguaglianza di genere e tenuto conto del rinnovo del CCNL delle Cooperative Sociali del 2024, si riconosce la necessità di mantenere e potenziare il sistema, ormai consolidato, anche immaginando forme di accoglienza, ospitalità e protezione diverse, che rispondano e che tengano conto del numero crescente di donne che presentano bisogni specifici e incontrano difficoltà ad accogliere le regole, talvolta non rispondenti a tali bisogni, e amplino, laddove possibile, i criteri per l’ospitalità (esempio: donne senza dimora, donne che presentano situazioni di dipendenza e/o fragilità psichica, con disabilità, con figli maschi maggiori di 16 anni, che non accettano le regole dell’ospitalità), fermo restando la necessità di prevedere l’allontanamento dal domicilio dell’autore di violenza (così come previsto dalla normativa sopra citata), adoperandosi per attivare tutte le azioni possibili affinché sia la donna a restare sul proprio territorio, per evitare di allontanarsi dalla propria abitazione, dal lavoro e dalla scuola dei figli/e;

- il sistema ha, inoltre, necessità di prevedere forme più flessibili di accompagnamento e di sostegno a dinamiche protettive, richiamando l’opportunità anche di forme di supporto che possano andare incontro alle situazioni, ad esempio quelle in carico alla grave emarginazione adulta e ai servizi dell’Area Coesione di ASP Città di Bologna, che necessitano di essere accompagnate verso una situazione di protezione, con modalità che possono essere diverse da quelle consuete;

- per rispondere concretamente a tali bisogni, il Comune di Bologna ha individuato due unità immobiliari di proprietà comunale, entrambe situate sul territorio cittadino, in particolare un appartamento con 3 posti letto, derivante da un lascito testamentario con vincolo di destinazione a favore di soggetti in stato di bisogno e un appartamento con 4 posti letto, oggetto di ristrutturazione nell’ambito di un progetto candidato dal Comune al Bando regionale per alloggi temporanei destinati a donne vittime di violenza e ai loro figli e figlie minori, ai sensi dell’art. 13 della L.R. Emilia-Romagna n. 18/2023, per un totale di 7 posti letto complessivi;

- tali immobili, previo raccordo sulla finalità di uso nell’ambito del Tavolo tecnico di monitoraggio dell’Accordo di ambito metropolitano e a seguito di una progettazione condivisa promossa dal Comune di Bologna per la cosiddetta “seconda accoglienza”, sono stati assegnati all'Associazione "Casa delle Donne" e all'Associazione Mondo Donna, Centri antiviolenza già attivi sul territorio e dotati di Case rifugio;

Ravvisato che,

- alla luce dell'assegnazione dei due immobili sopra citati, l'Associazione "Casa delle Donne" assicurerà 24 posti in casa rifugio (3 in più dei 21 iniziali) e l'Associazione Mondo Donna assicurerà 4 nuovi posti; i posti totali in case rifugio risultano pertanto complessivamente 37 (comprensivi dei n.7 nuovi posti);

- in considerazione di quanto sopra esposto, si valuta necessario e opportuno integrare il contributo erogato dal Comune di Bologna, così come indicato alla tabella 2 dell’Accordo approvato con delibera del Consiglio Comunale P.G. N.: 891342/2024, ai Centri Antiviolenza che garantiscono tutti i 3 livelli, di accoglienza ed ospitalità e che garantiranno ulteriori posti, per € 13.763,36 annui, portando il totale della contribuzione annua a € 151.393,36;

- tali risorse integrative saranno così ripartite tra i Centri:
    • "Casa delle Donne per non subire violenza" 92.408,75 € annui (aggiungendo € 5.898,75 agli iniziali € 86.510,00 annui);
    • "MondoDonna onlus" 35.390,61 € annui (aggiungendo € 7.864,61 agli iniziali € 27.526,00);
    • "Trama di Terre" confermati € 23.594,00 annui;
Ritenuto pertanto necessario apportare le modifiche sopra descritte all'Accordo di ambito metropolitano per la realizzazione di attività ed interventi di accoglienza, ascolto ed ospitalità per donne maltrattate o che hanno subito violenza 2025-2027" approvando la versione aggiornata allegata alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale;

Dato atto che la presente delibera comporta riflessi sulla situazione economica e finanziaria dell'Ente, derivante dalla spesa per l’integrazione dei contributi a carico del Comune di Bologna a favore delle Associazioni sopra indicate, pari a euro € 13.763,36 annui annui, già considerati nelle annualità 2026, 2027 del bilancio pluriennale 2026-2028, al seguente capitolo U46802-000 “INTERVENTI A CONTRASTO DELLA VIOLENZA DI GENERE E INTRAFAMILIARE - TRASFERIMENTI”;

Ritenuto di dichiarare il presente atto immediatamente eseguibile al fine di perfezionare tempestivamente la sottoscrizione dell'accordo aggiornato;

Data informazione al Dipartimento Welfare e Promozione del Benessere di Comunità;

Preso atto, ai sensi dell'art. 49, comma 1, del D.Lgs. 18 Agosto 2000, n. 267, così come modificato dal D.L. 174/2012, del parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica espresso dal Responsabile del Settore Semplificazione Amministrativa e Cura delle relazioni con la cittadinanza;

Ai sensi dell'art. 49, comma 1, del D.Lgs. 18 Agosto 2000, n. 267 si richiede e prende atto del parere favorevole in ordine alla regolarità contabile espresso dal Responsabile dei servizi finanziari;

Su proposta del Settore Semplificazione amministrativa e cura delle relazioni con la cittadinanza, congiuntamente al Dipartimento Programmazione, Dati, Digitale, Diritti e Pari opportunità;

Sentite le Commissioni consiliari competenti

D E L I B E R A

1. DI APPROVARE la modifica all'accordo tra Città Metropolitana di Bologna, Comune di Bologna, Comune di Imola, Nuovo Circondario Imolese, Presidenti delle Unioni dei Comuni e Comuni singoli e le Associazioni Casa delle donne per non subire violenza, Trama di Terre, Unione Donne in Italia, Mondo Donna, SOS Donna, PerLeDonne, relativo alla realizzazione di attività di ospitalità in pronta accoglienza, ospitalità in casa rifugio e consulenza, ascolto e sostegno per donne che hanno subito violenza per il triennio 2025 - 2027;

2. DI APPROVARE la versione aggiornata come allegata al presente provvedimento quale parte integrante;

3. DI DARE ATTO che la presente delibera comporta riflessi sulla situazione economica e finanziaria dell'Ente, derivante dalla spesa per l’integrazione dei contributi a carico del Comune di Bologna a favore delle Associazioni sopra indicate, pari a euro € 13.763,36 annui, già considerati nelle annualità 2026, 2027 del bilancio pluriennale 2026-2028, al capitolo U46802-000 “INTERVENTI A CONTRASTO DELLA VIOLENZA DI GENERE E INTRAFAMILIARE - TRASFERIMENTI”

4. DI AUTORIZZARE il Sindaco o suo delegato a sottoscrivere l’accordo stesso, apportandovi le modifiche non sostanziali che si rendessero eventualmente necessarie;

5. DI DARE MANDATO al Direttore del Settore Semplificazione amministrativa e cura delle relazioni con la cittadinanza di adottare i necessari e conseguenti adempimenti amministrativi e contabili.

infine, con votazione separata,
DELIBERA

DI DICHIARARE il presente atto immediatamente eseguibile ai sensi dell'art. 134, comma 4 del D. Lgs.18 agosto 2000, n. 267, per le motivazioni esposte in premessa.


La consultazione del testo di questo documento é possibile, durante il periodo di affissione, anche presso l'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) , Sportello Presa Visione e Rilascio Atti Amministrativi di p.zza Maggiore, 6
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delibera di consiglio.pdf
Accordo__Contrasto_alla_violenza_modificato.pdf
frontespizio.pdf



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